L’arte dei mascareri

La maschera con Venezia e il suo Carnevale , sta rischiando una tristissima decadenza artistica e semiologica , svuotata di storia e di tradizione , senza uso , senza abitante , senza dinamismo e movimento , si svuota ; l’arte della maschera non è solo oggetto da muro o souvenir per foto turistiche , ma arte del movimento della vita , dell’energia che va abitata sia dentro la maschera che dentro Venezia come anima della sua tradizione da rinnovare , come fuoco vivo e non come adorazione delle sue ceneri .
In concomitanza dell’ultimo carnevale si è costituita l’Associazione “ Compagnia l’Arte dei Mascareri ”. Sicuramente con qualche anno di ritardo rispetto la sua necessità, la complicità della crisi ha rinsaldato orgogli prima individuali e la deriva ed il degrado in cui la politica ha lasciato andare questa città ha fatto partorire una reazione, uno scatto “d’orgoglio collettivo”, così alcuni rappresentativi artigiani del settore hanno unito forze ed entusiasmi per riprendersi insieme, alla dignità, la rappresentanza del proprio mestiere e della propria arte.
Dire che siamo contro la banalizzazione del mercato e del compra e rivendi al 70% di sconto è rispettosamente sottinteso, convinti che chi storicamente eravamo, chi siamo e consapevolmente cosa dovremmo diventare è una nostra responsabilità da assumerci in toto, per la cultura che questa città deve promuovere e che per prima dovrebbe essere incarnata dai suoi operatori. Così l’arte dei mascareri come da antica tradizione ritrova la sua corpo-r-azione e il pianeta maschera, inteso come concetto ampio di faccia/persona/spazio, e cioè maschera/costume/teatro/carnevale, riprende tutta la sua valenza e pregnanza anche per esplorare nuovi percorsi di ricerca. C’è la necessità di aprire laboratori, dimostrazioni, promuovere incontri, conferenze, mostre per tornare a orientare ed educare sempre più smemorati turisti “mordi e fuggi” della specifica singolare storia di cui Venezia è patrimonio e dalla quale noi “arte-di-Giano” ispiriamo la nostra identità.
L’Associazione si propone e si presenta “aperta e inclusiva” a singoli, altre associazioni, colleghi sensibili e appassionati all’anima e all’animazione culturale e creativa per condividere e progettare interventi che abbiano a cuore la rigenerazione di questa città. Anche per questo l’esordio della Compagnia, avvenuto Venerdì 13 Febbraio scorso, con il corteo “Ballata di maschere senza abitanti” ha avuto grande successo partecipativo; le nostre maschere intese come simbolo e metafora della Grande Bellezza Venezia ballavano svuotate della loro anima, sostenute non dal viso dell’attore-abitante ma dal bastone tenuto sospeso dal suo prossimo fantasma… Per il futuro gli impegni ed i progetti della compagnia sono tanti, convinti che la cultura, anche quella della sapienza delle mani, ha bisogno di ritrovare spazi e opportunità per mettersi in scena e recitare la propria p-arte. Ci auguriamo che le istituzioni prendano atto del parto e facciano la propria ( di p-arte ) aprendo spazi e opportunità d’espressione a questa nuova Associazione e alla sua energia propositiva .

Dall’Osto Gualtiero